L’importanza della resilienza, ovvero la capacità di trasformare positivamente gli eventi negativi

Mi è stato chiesto cosa penso del rientro così positivo di Rafael Nadal, dopo una pausa di diversi mesi, per un infortunio discretamente serio. Non credo ci sia da meravigliarsi troppo con uno come lui…. Non credo di scoprire nulla di particolare ammettendo che Nadal è un atleta ed un uomo particolare. Lo è fisicamente, tecnicamente ma soprattutto mentalmente.
Quando una persona “normale” incappa in un infortunio, si rende subito conto di quello che deriva dall’infortunio stesso: comporta dolore, limitazione nelle funzioni quotidiane, rabbia per le rinunce a cui inevitabilmente dovrà andare incontro, ansia nel voler tornare alla vita di tutti i giorni, dubbi sul recupero, speranze, e tutto un insieme di situazioni che vanno affrontate e superate. Per un atleta in generale e per un tennista in particolare la situazione non è diversa, ma entrano in gioco altre variabili. Al di là del dolore e delle funzionalità quotidiane che vengono condizionate da questo stato transitorio, nella testa del tennista professionista iniziano ad addensarsi pensieri e preoccupazioni di tutti i tipi: riuscirò a realizzare un recupero delle mie capacità al 100 %? Recupererò la mia forma fisica? Quanto tempo ci impiegherò? Per quanto tempo dovrò star lontano dalle gare? Quante posizioni perderò in classifica?
Oltre a questo, l’infortunato dovrà affrontare e superare difficoltà fisiche e tecniche legate all’infortunio e al recupero. In tutto questo tempo, viene a mancare l’immediata verifica, tramite i risultati, dei frutti dei sacrifici, ma si può fare affidamento sulla sola previsione di recupero. Al tempo stesso la consapevolezza che la vita fuori continui e che gli avversari continuino a giocare e ad accumulare punti, sono sentimenti che possono giocare un ruolo negativo sulla semplice disponibilità del nostro tennista a lavorare in prospettiva di un recupero tutto da verificare.
In queste situazioni, la forza mentale diventa protagonista! Ultimamente, è possibile visionare su Youtube un video (“Lamonfe Inside”) molto interessante di un altro tennista professionista che si è dovuto assentare per un lungo periodo e sta rientrando anche lui nel circuito proprio in questo periodo. E’ il video che Monfils, il tennista francese acrobata (di cui vi invito a visionare gli altri cortometraggi, che testimoniano la spettacolarità delle sue doti fisiche e tecniche da giocoliere) ha voluto registrare per mostrare i sacrifici che un professionista (non è una situazione esclusiva dei tennisti, ma di tutti gli sportivi professionisti) decide di affrontare, in generale durante la sua vita sportiva quando sceglie questo mestiere, e, in particolare, quando vive, suo malgrado, periodi di recupero.
Ebbene, in un video come questo, al di là dell’impegno e del sacrificio, si può apprezzare un aspetto importante dell’atleta, ma dell’uomo in generale: la resilienza. Viene definita come “la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente”. Sono dell’opinione che la Resilienza sia un indice della predisposizione a sottoporsi a determinate rinunce e sacrifici in funzione di un obiettivo.
In quest’ottica, un giocatore come Nadal, dal momento del suo rientro, sta dimostrando la sua forza in termini di resilienza, di motivazione, di “fame” (di risultati), di rabbia (controllata), di capacità di accettare grandi sacrifici in prospettiva di obiettivi che (in questo il suo staff ha notevolmente contribuito) è riuscito a visualizzare, dandosi delle scadenze e delle tempistiche che gli hanno permesso di tenere sempre acceso il fuoco dell’entusiasmo. Per noi umani, comunque dotati di resilienza (provate a mettervi alla prova e verificare quanta ne avete), è necessario pianificare, ad ogni livello, i nostri obiettivi, le nostre scadenze, le rinunce che siamo disponibili ad accettare e i sacrifici che decidiamo di affrontare per raggiungere i traguardi che ci siamo posti. Non sempre risulta facile avere la capacità e l’obiettività per fare autonomamente un analisi e un programma di lavoro, innanzitutto su se stessi, ma gli specialisti in questo campo (Tecnici, Preparatori Atletici, Coach, Mental Coach, Dietisti, ecc.) ci sono e sono lì pronti a collaborare con il tennista disponibile a lavorare.

Buon lavoro e, a tutti, buona Estate!

Giuseppe Giordano

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