CRONACA DI UN MATCH PARIGINO

Riportiamo volentieri questo articolo apparso di recente sul blog in qunto ci pare molto interessante ed in particolare molto in sintonia con alcune nostre convinzioni.

 

Quando Nadal che non è il miglior Nadal è più geniale di Fognini

Fabio è legittimamente soddisfatto nonostante le occasioni perdute. “Vedo positivo”. Ma Nadal e Wilander spiegano che essere imprevedibili non è un vantaggio. A grandi colpi si alternano grandi errori. “Il genio, il campione è il tennista prevedibile, non il contrario!”

C’è qualcuno, al di fuori del suo primo tifoso…papà Fulvio, che dopo aver visto Fabio Fognini perdere nettamente 61 63 a Roma con Rafa Nadal, poteva pensare che Fabio stavolta sarebbe riuscito a trovarsi avanti 4-2 nel primo set, a battere per il set sul 6-5, a perderlo di un soffio e tuttavia a reagire nel secondo fino a conquistarsi 2 pallebreak per il 5 pari (una delle quali sciaguratamente mancata)? E che nonostante quelle due martellate al morale il solitamente fragile Fognini sarebbe riuscito a non perdere la testa ma a stare più che onorevolmente in campo per 2 ore e tre quarti reagendo anche a un doppio break nel terzo set per uscir di scena fra i “Fabio, Fabio!” dei francesi, in mezzo alle “Ola” degli spettatori entusiasti per il bello spettacolo, fra gli applausi, quasi ovazioni, per un 76 64 64 contro il campione di 7 Roland Garros?

Beh, io credo che potesse pensarlo, prevederlo, sognarlo, proprio solo papà Fulvio. Vabbè, anche la sorella, la fidanzata, gli amici del cuore.

La cronaca del match l’ha fatta, e puntualissima, Davide Zirone che ha anche raccolto le dichiarazioni di Fognini, ovviamente dispiaciuto per la sconfitta e le occasioni perdute ma soddisfatto “per il passo avanti rispetto a Roma e ancor più per aver retto fisicamente, tecnicamente e mentalmente contro una macchina come Nadal…con un altro sorteggio e un altro avversario poteva finire in modo diverso, se vincevo il primo set c’era ancora un Everest da scalare, lui ha perso una partita qui in 8 anni e ha visto i sorci verdi…certo sul 4-5 e la prima palla break ho sbagliato una palla incredibile…”. Tutto giusto, salvo quando dice “meritavo di più”, perché magari Nadal non sarebbe d’accordo.

Se ora uno scrive che questo di oggi non era il miglior Nadal dice la verità, ma ha l’aria di togliere qualche merito al ragazzo di Arma di Taggia che ha dato spettacolo a più riprese. D’altra parte lo stesso Nadal, che ha elogiato “l’amico Fognini” sia sul campo sia nella successiva conferenza stampa, sottolineandone i grandi progressi compiuti grazie anche alla fiducia conquistata con la semifinale raggiunta a Montecarlo, fin dalla prima risposta in conferenza stampa ha detto a chiare lettere di non essere soddisfatto del suo stato di forma, dei set persi con Brands e Klizan, dei rischi corsi oggi.

Nadal: “Devo giocare meglio, se voglio avere chance di vincere questo torneo devo giocare meglio. Ma è sempre la stessa storia. Quando vinci senza giocare al meglio hai chance di giocare meglio. Se non lotti quando hai giornate dure o negative, non hai chances per l’avvenire no? L’importante è restare umili, restare con la giusta mentalità, essere positivi, accettare in ogni momento le difficoltà e cercare di vincere…ora dovrò cambiare qualche cosa e cercare d’essere pronto per Nishikori”.

Peter Bodo ha poi chiesto a Nadal: “Fognini può creare problemi anche a chi gioca bene, è così imprevedibile, può fare un vincente e poi un errore, non sai mai cosa può fare…era difficile per te trovare le contromisure?”

Vedrete fra poche righe perché questa domanda, ben posta, era importante per capire, attraverso Nadal prima e Wilander poi, che cosa va detto riguarda all’imprevedibilità di certi giocatori alla Fognini e alla genialità di altri che…sono tali in quanto prevedibili! Contrariamente ai luoghi comuni secondo cui il genio è anche imprevedibile.

Risponde Rafa, che oltre ad essere un grande campione e un guerriero come pochissimi è anche uno dei giocatori più intelligenti del circuito (accusatemi pure di essere UbiNadal, ma io lo conosco bene e conosco bene tanti giocatori, so quel che dico!): “E’ sempre la stessa storia. Lui gioca in modo imprevedibile. Se giochi bene e giochi ogni punto nel modo più giusto, alla fine ecco che l’avversario che non è prevedibile farà anche _ insieme ai vincenti _ qualche errore. Se io avessi giocato sempre bene oggi, avrei sofferto meno…Ma questo è lo sport, non ho giocato al meglio. Solo a momenti. Ho giocato troppo corto e sbagliando, senza le giuste traiettorie per avere il controllo del punto. Stiamo giocando contro i migliori tennisti del mondo, Fognini gioca ogni giorno di bene in meglio…”

Sentite un po’ come le pensa Wilander adesso: “Ci sono giocatori che certi giorni sono capaci di fare tutto. Paire, Janowicz, grande dritto, grande mano. Pericolosissimi” .

Fognini rientra in quella categoria. E in quella degi imprevedibili. “Ma il problema è che l’imprevedibilità non ha niente a che fare con la genialità. E’ geniale quel che si riesce a produrre quando si vuole farlo. Esempi: il servizio di Sampras, il servizio-volee di Edberg, il ritmo di Agassi. E’ lì che si produce il genio. Tutti i più grandi giocatori sono prevedibili. Perché? Perché l’imprevedibilità diventa facile da gestire per l’avversario. Senza il controllo dei nervi, della testa, non si controlla niente. Ok, fai i tuoi colpi straordinari, io mi accontento di reagire a quel che fai. Non c’è bisogno di riflettere. Sei te che vuoi creare tennis imprevedibile? Sarai te a soffrire l’emotività di quei momenti. Più sei prevedibile, più invece diventa duro per gli avversari.

Ecco, come nel caso di Paire, di Janowitz, di Gulbis, anche Fognini _ che ha ragione di essere soddisfatto del suo match (il confronto con Roma è stato stridente in positivo) _ è oggi un giocatore imprevedibile, dotato di grande talento ma con un potenziale ancora sconosciuto.Sbilanciarsi in una profezia su quali livelli potranno raggiungere è un azzardo. Che Mats Wilander, per dirne uno, non si sente di fare.

Chi ci legge vorrebbe che io mi sbilanciassi, che scrivessi _ dopo una partita del genere, con i 3 break che Fabio è riuscito a imporre a Rafa, con tutti i breakpoint che si è comunque costruito (11)  _ che Fognini può arrivare fra i top-ten. O che non ci può arrivare.  Ma se non si sbilancia un Wilander, vi pare che possa farlo io?

Fatelo voi lettori, se credete.

Da Parigi, Ubaldo Scanagatta

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