ACCADEMIA 1 RESTO DEL MONDO 5

Come ci piace sottolineare le nostre “conquiste” ci sembra doveroso e onesto rendicontare quando abbiamo preso tanti schiaffoni soprattutto se sono schiaffoni di qualità. Come vi avevo anticipato ieri i ragazzi presenti nelle qualificazioni erano tutti impegnati oggi, il bilancio come svelato dal titolo è stato di 5 sconfitte ed una vittoria. Il gruppo di atleti che partiva per le qualificazioni ( fioricimati escluso ) ha coniugato esordio in un torneo internazionale con primo torneo all’estero ed eravamo ben consapevoli che il livello che si sarebbe trovato era impegnativo se non in alcuni casi proibitivo, premesso questo  ho trovato molti lati davvero positivi in questa giornata e nelle molte partite che ho visto, a fine giornata posso dire con soddisfazione di essere orgoglioso dei MIEI ragazzi. ( senza voler assolutamente macar di rispetto al resto dello staff a cui devo la vita.) Vi racconto le partite andando in ordine di discesa in campo per non far torto a nessuno.

ore 8:00 Landini J Vs. Mityurin (RUS) 1/6 0/6

La giornata per Jaco è iniziata piuttosto in salita con un mancanza organizzativa piuttosto grave, non si è messo la sveglia e non si riusciva a svegliarlo nonostante i pugni sulla porta. Avversario molto completo dal punto di vista tecnico che riusciva ad ottenere punti con molteplici soluzioni, Jacopo è rimasto molto ordinato e consistente per i primi 5 game della partita, sul 4 a 1 si è un pò disunito, scoraggiato da una superiorità piuttosto evidente dell’avversario ha commesso troppi errori di inizio scambio e perso di schematicità. Nonostante il punteggio sia precipitato Jacopo ha però mantenuto un atteggiamento positivo e combattivo ed un livello di attivazione più che dignitoso,ha rispettato le routine fino a fine gara giocando nel complesso una partita più che discreta. Al di là dell’avversario credo che Jacopo debba lavorare ancora molto sulla continuità soprattutto nelle fasi iniziali del gioco e su un livello di attenzione che è ancora troppo altalenante.

a seguire Fioricimati Vs. Barlocher 0/6 4/6

Il mio figliastro (scusate Nico e Marti ma ormai lo sento tale) ha incontrato un giocatore davvero ostico, solido e ordinato con in più un dritto davvero importante un’ ottima smorzata e tante soluzioni al volo. L’inizio di Jak è stato (come spesso accade) troppo aggressivo, lo scambio si sviluppava sempre molto in linea, dritto per dritto, con l’altro che avendo più peso e più soluzioni faceva  lezione, ha fatto delle cose davvero pregevoli. La partita è cambiata alla fine del primo set, Giacomino ha iniziato a sporcare un pò di più le traiettorie riuscendo a tenere l’altro un pò più lontanto e costringendolo a giocare un scambio prolungato e più difficilmente risolvibile con estemporanee soluzioni aggressive, la partita è girata da subito anche se il punteggio no e Jak è andato sotto 6/0, l’atteggiamento e la consapevolezza erano però cambiati, si vedeva da fuori che la partita era andata in lotta anche se non ancora nel punteggio, ma nel secondo anche questo oltre al gioco sono migliorati e si è iniziato a lottare punto su punto, qui Giacomo ha espresso buona intensità e grande combattività che lo hanno portato ad avere davvero qualche occasione importante. Nei momenti cruciali l’altro (che in effetti aveva qualche freccia in più al suo arco) ha giocato molto bene e Giacomo ha commesso le uniche leggerezze del set proprio in quei due o tre punti che avrebbero potuto farlo girare . Nel complesso una buona gara anche se mi piacerebbe vedere il bimbo partire da subito con le idee più chiare, meno ossesivamente aggressivo e più disposto a dare significato ad ogni palla.Indicazione che sta diventando piuttosto ricorrente e che ha fatto molto  nel secondo set.

a seguire D’arrigo Vs.Spannagel (GER) 6/4 2/6 10/4

Nonostante sia stata l’unica vittoria di giornata quella di Edo non è stata un prestazione strabiliante, anzi, con un avversario modesto, fallosissimo e poco mobile, super Edo si è un pò gingillato, inserendo spesso la “modalità sociale” e vivendo molto degli errori dell’altro. Vinto il primo 6/4  si è anche permesso una lunga pausa attentiva perdendo il secondo 6/2. Non molto attivo e poco ordinato si è accontetato molto spesso di rimettere la palla senza troppo peso ne scelta direzionale, sperando davvero che “non tornasse”. Degna di nota invece è stata la reazione nervosa che ha avuto di fronte ad una delle più colossali gaffe arbitrali, sul 9/7 per lui al tie break finale il suo avversario sosteneva di stare 8 pari, nonostante il padre dell’altro gridasse a figlio e giudice che il punteggio era 9 a 7 per Edo il giudice voleva far riprendere il gioco da 7 a 6 per l’altro perchè era l’ultimo punteggio sul quale c’era concordia. Dopo una minaccia di squalifica rimediata a causa delle mie intemperanze che a quel punto ero davvero fuori di me, l’unica cosa che siamo riuciti ad ottenere è stata la ripetizione del tye break da 0 e li, davvero è entrato un altro Edo, attivo e “cazzuto” ( oddio si potrà dire via web? sò che come espressione non “sprizza professionalità da tutti i pori” ma i sommi cattedratici che ci leggono mi perdoneranno), più schematico e consistente ed ha vinto il tie break II edizione per 10 a 4. Edo deve, a mio avviso, convincersi ad abbandonare definitivamente un modo di raccolgiere punti furbetto ma poco lungimirante, che si basa più sulla sua scaltrezza e manualità che su un disegno di gioco preciso, un modo di vivere lo scambio che lo limita però nell’ esprimere progressi tecnico/tattici che in realtà a compiuto ma che stenta a mettere in campo proprio per ricorrere a questa “modalità socio” dalla quale si deve discostare ormai definitivamente. Giocherà domani verso le 12:00

a seguire Palandri Vs. Shetinina 1/6 0/6

Avversaria troppo superiore che nonostante la taglia “super mignon” non ha quasi mai consentito a Flora di giocarsi lo scambio, aggredendola fin da primi colpi con un ritmo al quale la nostra atleta non è abituata ed al momento in grado di confrontarsi. Nonostante non ci sia stata gara e poco scambio Flora non è “uscita dal campo” ha scambiato con continuità laddove ne ha avuto la chance rispettando le routine fino all’ultimo 15 e mostrando una profondità ed una disponibilità al confronto nell ‘analisi post partita davvero ammirevoli per una bimba della sua età. Dal punto di vista tecnico Flora deve indubbiamente migliorare nella sua mobilità e nella continuità di dritto e servizio.

Non vi parlo degli altri match per due ragioni diverse, la Carlottina non l’ho vista giocare io, era in un altro circolo seguita dalla Francesca e siccome ho sempre odiato il mio maestro quando parlava della partite che non aveva visto non voglio fare lo stesso  e vi prometto qualche riga per domani dalla Francesca,

La Valentina sta ancora analizzando la partita insieme a me, ne abbiamo parlato oggi poi le ho chiesto di pensare stasera ad alcune cose e domani ne riparleremo insieme, per correttezza nei suoi confronti prima di spargere le mie opinioni sul blog vorrei che lei le sapesse da me di persona e quindi anche il suo match ve lo racconto domani.

In conclusione due righe le spendo sullo spirito che mi hanno mostrato oggi questi ragazzi, che mi fa davvero andare a letto contento, hanno una voglia di imparare pazzesca ed una voglia di stare in campo invidiabili, davvero sembra che abbiano ben chiaro che il miglioramento passa attraverso il lavoro metodico e minuzioso e questo per noi (e sò di non sbagliare se tiro in ballo anche Giovanni ) è una grossa soddisfazione, enorme. Hanno voglia di allenarsi anche dopo un match perso malamente, stasera abbiamo finito di allenarci alle 10 perchè con la pioggia è stato un inferno e dovevate vedere i musi lunghi a quelli che ho detto di andare in camera con la Franecsca a riposarsi. Per questo davvero bravi, a proposito di spirito una menzione speciale la faccio per Leo, non so se ci sono rimasto più male io o lui a non vederlo entrare, nonostante questo il ragazzo che parla poco ma osserva molto sta vivendo l’esperienza, stasera ci siamo concessi un’oretta testa a testa io e lui, suonandocele di santa ragione, spero che il meteo domani sia più clemente e di potergli organizzare un allenamento con qualche straniero. Intanto mentre vi scrivo sò che i rinforzi sono partiti da Firenze, con un pò di ritardo ma partiti e li andrò a prendere domani mattina all’alba. Ci sentiamo in serata per i rendiconti dei match di oggi e per raccontarvi il secondo turno di Edo.

dal tirolo orientale

soldato semplice

Nico

3 thoughts on “ACCADEMIA 1 RESTO DEL MONDO 5

  1. Cinquemila giri al minuto. 4900, per l’esattezza. Secondo le misurazioni effettuate dal sito tennisplayer.net, che è l’unica fonte reperibile al riguardo, questa è la spaventosa quantità di top-spin che Rafael Nadal è in grado di imprimere alla palla, come punta massima, con il suo dritto. Utilizzando una combinazione di filmati in super slow-motion e di tecnologia digitale Hawk-Eye, gli analisti hanno calcolato inoltre una velocità della rotazione media dei dritti di Nadal di 3200 r.p.m. (rounds per minute), mentre Federer si attesta sui 2700, senza comunque mai arrivare nemmeno vicino ai valori di punta dello spagnolo. Tanto per fare un confronto con il recente passato, lo spin medio del dritto (tutt’altro che piatto, come erroneamente si tende a ritenere) di Sampras era 1700 r.p.m., mentre i due grandi “toppatori” degli anni ’90, Bruguera e Muster, esprimevano valori medi simili a Nadal (3300 r.p.m.), ma anche loro come massimo non superavano i 3750 r.p.m.

    Stiamo quindi parlando di un colpo, il dritto di Rafa, che imprime alla palla oltre 1000 r.p.m. di rotazione in più rispetto ai colpi maggiormente efficaci in termini di top-spin dell’intera storia tennistica precedente. Il caratteristico uncino strappato verso l’alto a cercare una “spazzolata” violentissima (la “chele mancina”, così era stato battezzato dal mai abbastanza compianto Prof. Lombardi), non è, naturalmente, l’unico tipo di esecuzione utilizzato dal giocatore. Nelle occasioni in cui viene chiamato ad aggredire la palla in avanzamento, Nadal adotta un finale praticamente standard, il cosiddetto “windshield wiper” (tergicristallo), che porta la testa della racchetta verso la spalla opposta, nel suo caso la destra. Ma il suo marchio di fabbrica, quello che fa davvero la differenza, e che ha costretto innumerevoli avversari a soffrire nel tentativo di controllare palle velocissime e dal rimbalzo tanto alto e aggressivo, è senza dubbio il drittone con finale quasi verticale sopra la spalla sinistra.

    Detto della clamorosa ed evidente efficacia di tale esecuzione, è però necessario tenere conto dei costi in termini di usura fisica di un colpo portato e soprattutto concluso in modo biomeccanicamente forzato, o meglio in contrasto con la naturale inerzia in avanti e laterale della racchetta. La frustata verso l’alto, che va ad aggiungere enorme velocità alla spazzolata sopra la palla aggiungendosi alla rotazione dell’insieme avambraccio/polso e all’azione del braccio, richede un grande sforzo della spalla, in particolare a carico della cuffia dei rotatori (il gruppo di muscoli e tendini che tiene insieme l’articolazione). Per supportare tale movimento, ed evitare potenziali lesioni anche gravi, come è successo nel 2008 a Maria Sharapova – che eseguiva il dritto con un finale molto simile – è necessario “blindare” la spalla con fasce muscolari possenti e toniche. Ovviamente, non è possibile sviluppare la muscolatura della spalla senza crescere contemporaneamente a livello di pettorali, dorsali, bicipiti e tricipiti, e insieme di tutto il corpo. Di qui la ragione, prettamente funzionale alla tecnica, della famosa massa muscolare di Nadal.

    Sempre riguardo allo swing del dritto, per dare alla testa della racchetta il maggior spazio possibile per accelerare verso l’alto, lo spagnolo tende ad abbassare l’attrezzo a fine preparazione in modo molto accentuato. Non è inoltre possibile imprimere tanto top-spin, con quella esecuzione e una presa western, a palle alte e colpite in anticipo. Di conseguenza, Nadal tende a far scendere parecchio la palla per poi poterla “spazzolare” in verticale, e questa è una concausa tecnica – insieme alle scelte tattico/strategiche – del fatto che spesso lo si veda stare piuttosto indietro.

    Ancor più significativo, infine, è il fatto che Rafa carica il peso da trasferire sul colpo partendo in modo standard dalla gamba sinistra, ma proprio a causa del finale in verticale, che contrasta la proiezione in avanti del corpo e comporta una rotazione del busto meno accentuata, il giocatore va a ricadere sulla stessa gamba sinistra che ha caricato il movimento. Si tratta di una sollecitazione notevolissima.

    Nel video è possibile osservare molto chiaramente questa dinamica, e per fare un confronto con uno dei dritti moderni “di riferimento” nelle analisi tecniche, ecco l’esecuzione di Fernando Gonzalez.

    Risulta evidente, guardando le gambe dei due giocatori, come Rafa vada a forzare caricando e poi ricadendoci sopra l’arto inferiore sinistro, mentre il buon vecchio Gonzo, in modo più lineare, carica la gamba destra, porta il finale in avanti/incrociato assecondando l’inerzia, e ricade sulla sinistra.Se mettiamo insieme schematicamente queste considerazioni, e le relazioni di causa-effetto, ne emerge un quadro piuttosto chiaro. Per imprimere tanto top-spin, Nadal:
    1)ha un’esecuzione che rende necessaria una muscolatura adeguata per proteggere l’articolazione della spalla (di conseguenza, chili di peso in più da portarsi in giro in uno sport fatto di scatti violenti e bruschi cambi di direzione, con gran parte della stagione sul duro)
    2)tende a far scendere molto la palla (di conseguenza, sta indietro e corre di più)
    3)carica e scarica il peso, eseguendo il colpo, sempre sulla gamba sinistra (di conseguenza, il ginocchio sinistro è quello che soffre maggiormente, ma entrambe le articolazioni hanno sviluppato una tendinite cronica per le ragioni riportate nei punti precedenti)

    Concludendo, i cinquemila giri al minuto del dritto che, unitamente alle comunque strepitose doti tecniche e agonistiche tante vittorie gli hanno portato, hanno un costo fisico molto, molto alto. Il conto Rafa lo sta pagando ormai da anni: se ne sia valsa la pena è una valutazione da lasciare a lui stesso e al suo staff, che quanto evidenziato in questa analisi lo sanno ovviamente benissimo. Agli altri, che siano tecnici, tifosi o semplici appassionati di sport, rimane solo il rammarico di non poter vedere un campione giocare il torneo Olimpico, e la speranza che ritorni presto alle competizioni.

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