PORTO SAN GIORGIO…L’ EPILOGO

 

Amici del blog ben trovati.

Perdonatemi ma ieri tra ritardi e problematiche di vario genere ho affidato la cronaca al grande Andrea..che dio me lo abbia in gloria per le volte che mi copre le spalle.

Come avrete saputo Giulia ha perduto il suo match per 64 61.Dal punto di vista del gioco la partita di ieri non è stata affatto male anzi,Giulia ha provato da subito a centrare gli obiettivi prefissi riuscendoci per gran parte dei primi 35-40 minuti.Purtroppo però una condizione atletica da ritrovare non gli ha permesso di rimanere su intensità utili per contrastare l’avversaria.Sono sicuro che tornandosi ad allenare con continuità tornerà ad esprimersi su livelli che le competono

Rebecca ha vinto il consolation in finale contro l’australiana Yap,buoni spunti di gioco(seppur ancora con troppe pause dovute alla “speranza” che l’avversaria gli regali la partita)e come sempre grande tenacia,in più del solito ieri Rebecca ci ha messo una buona osservanza delle routine che gli ha permesso di rimanere lucida nei momenti importanti della partita.assolutamente da rivedere il servizio,vero tallone di achille di tutti i nostri ragazzi,su questo io e Niccolò rifletteremo e porremo dei correttivi.

Giacomo ha perso nel consolation contro un giocatore più strutturato di lui,l’unica sua chance era quella di giocare un tennis solido che portasse l’avversario lontano attraverso l’uso della traiettoria in fase di costruzione, ancora però il nostro giocatore non dimostra sempre di avere le idee chiarissime su questo concetto.mi è piaciuto molto l’atteggiamento ed il rispetto delle routine ma come gli ho fatto notare a fine partita la sua capacità di leggere il gioco non prevede la buona azione di gioco dell’avversario,tradotto ogni volta che perde il punto anche e soprattutto per merito dell’avversario(ed oggi molte erano le situazioni in questa modalità)non riesce mai a avere la percezione che si può perdere il punto ma aver comunque giocato bene .questa lacuna i genera in Giacomo  un senso di frustrazione che non è facilmente gestibile e che lo porta ha disperdere moltissime energie mentali.

Capitolo doppi,la premessa è d’obbligo:bisogna giocare i doppi in queste competizioni con l’ottica di completare una maturazione tecnica che il singolare non sempre permette ,si dovrebbe giocare il doppio per migliorare l’aggressività del servizio e della risposta , per prendere confidenza con l’approccio a rete….niente di tutto questo è stato minimamente tentato,mi dispiace che i nostri ragazzi non riescano a vedere oltre una effimera,effimerissima vittoria di una competizione,il doppio ,che se interpretato come in allenamento(con schemi,variazioni e aggressività negli spazi)avrebbe una  dignità didattica di tutto rispetto,giocato come lo hanno giocato i nostri non è funzionale a niente.

Per la cronaca Marco si è fermato ai quarti e la Rebecca ha raggiunto la finale.

Per ultimo ma non da ultimo volevo ringraziare caldamente la famiglia Quinzi,se come credo le persone si misurano  nelle difficoltà altrui ,il valore di queste persone è fuori dal comune.

 

Vi saluto,


Giovanni

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