IV INCONTRO STAFF/ATLETI E FAMIGLIE GIOVEDI 23 FEBBRAIO PRESSO LA “DIMENSIONE FITNESS DI CEPARANA” ” INDICAZIONI ALIMENTARI PER IL PRE- GARA E LA QUOTIDIANITA’”

Giovedi 23 Febbraio alle ore 20:30, presso la Dimensione Fitness di Ceparana, il professor Leporati ed il suo staff terranno una lezione riguardante alcune regole fondamentali
per una corretta alimentazione. A margine della riunione sarà rilasciato un protocollo riguardante il “riscaldamento” pre-gara.
Data l’importanza della tematica tutti gli atleti sono vivamente invitati a partecipare, se possibile, accompagnati da colui/lei che nella quotidianità si occupa
della preparazione dei pasti.

Il Direttivo dell’Accademia Tennis Apuano

Videoanalisi tecnica

Nel proseguimento del progetto “video analisi tecnica”, vi mostriamo alcune parti di filmato nelle quali i nostri atleti di punta, con cadenze quadrimestrali/semestrali, vengono monitorati nel loro percorso e comparati con i modelli prestativi di riferimento attraverso i programmi da noi elaborati.

I video fanno riferimento ad un periodo che va da settembre – ottobre 2009 (primo video) a dicembre-gennaio 2010 (video comparativo)

Buona visione

APPUNTI SUL SERVIZIO DI RICCARDO PIATTI E IVAN LJUBICIC

Prosegue anche questa settimana la pubblicazione di articoli che riguardano il tennis.

L’articolo vuole essere uno spunto di riflessione su vari argomenti che riguardano il tennis in generale, ma che non rispecchia, necessariamente, il pensiero dello Staff Dell’Accademia Tennis Apuano.

Testo tratto da www.community.diadora.it
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IL SERVIZIO

Per alcuni simbolo di forza esplosiva, per altri vero e proprio “biglietto da visita” che caratterizza sui piani stilistico ed espressivo il tennista, il servizio e’ il gesto principe del gioco e il colpo che da’ lo spettacolare inizio allo scambio di gara. In questa semplice (per gli esperti) concatenazione di movimenti confluiscono armoniosamente tecnica, coordinazione neuromuscolare, percezione e controllo della potenza.

E’ doveroso ribadire che dietro all’apparente semplicita’ dei servizi dei grandi campioni ci sono anni di allenamento, sia fisico e tecnico che mentale, di training di rifinitura e di esercizio per dotare l’esecuzione di armonia e potenza. L’obiettivo attorno al quale ruota la strutturazione del colpo e’ la capacita’ di conferire alla pallina l’effetto, la direzione e la velocita’ desiderate. Per capire nella teoria come e’ possibile ottenere tale risultato occorre, prima di tutto, scomporre in movimenti elementari il complesso del colpo e cioe’, nello specifico, in quattro fasi:

1-l lancio della palla, accompagnato dalla rotazione laterale del busto e dall’inizio del caricamento delle gambe

2- il movimento in fuori del braccio-racchetta

3- il movimento di caricamento del braccio in preparazione dell’impatto con la palla

4- l’impatto con la palla e la conclusione del colpo, costituita da un’energica decelerazione del movimento.

Il corpo viene coinvolto interamente nell’esecuzione del servizio, a partire dalla postura, con gambe divaricate e piedi in posizione da permettere il piegamento delle ginocchia, fino ad arrivare a spalle, gomiti, polsi ad anche, passando ovviamente per un intenso allenamento muscolare. Una differente considerazione va riservata ad un organo particolare che riveste pero’ un’importanza fondamentale: il cervelletto. Quest’ultimo, infatti, ha un ruolo predominante nell’apprendimento, nell’esecuzione, ma soprattutto nella correzione del gesto.

L’esplosivita’ e’ la qualita’ fisica che caratterizza il colpo d’apertura di gara e va sviluppata adeguatamente per garantire non soltanto la riuscita del servizio ma anche, su un piano piu’ generico, un gioco piu’ incisivo, efficace e di conseguenza piu’ spettacolare. Tuttavia, per rendere in pieno l’idea di cosa significhi preparare un servizio, occorre sottolineare anche altri fattori di cui un buon tennista deve tener conto, come il tipo d’appoggio sui piedi, la resistenza dell’aria e l’altezza del lancio, che non deve essere troppo alto onde evitare che la pallina prenda un’eccessiva 
 accelerazione in fase discendente.
Sono ora chiari, quindi, i motivi per cui occorre non soltanto fermarsi a “guardare” un campione servire una palla, ma piu’ esattamente “ammirarlo”

STRUTTURA FISICA E SERVIZIO di Riccardo Piatti:

Dal punto di vista fisico l’altezza e’ certamente un vantaggio al momento del servizio. Altro fattore fondamentale e’ proprio la postura della spalla. Ci sono tennisti che per loro natura hanno una spalla “retroattiva”, ovvero riescono a far partire il movimento molto indietro rispetto agli altri. Questo permette loro di effettuare un’ottima fase di caricamento: piu’ si va indietro con il movimento della spalla, maggiore sara’ la spinta e piu’ efficace sara’ il servizio nel suo complesso.

Struttura fisica e tecnica del giocatore sono i due fattori di partenza quando si lavora sul servizio. In generale la tecnica principale e’ uguale per tutti, ma si deve adattare ad ogni individuo, alle sue caratteristiche fisiche e agli aspetti tecnici per cui e’ maggiormente portato.

Ci sono atleti con una buona spalla, ma che non sono altrettanto dotati nelle spinte e viceversa. A seconda della struttura fisica e delle doti tecniche si andra’ a lavorare sugli aspetti specifici. Ivan Ljubicic ad esempio ha un fisico alto e prestante, ha un buona spalla ed e’ dotato di una ottima velocita’ nel colpo.

Nel primo movimento, quello del caricamento, avviene la torsione del busto e si evidenzia la funzione retroattiva della spalla: in questo momento il peso del corpo si sposta da avanti verso dietro. Il secondo movimento e’ quello della spinta verso l’alto ed e’ in questo momento che il peso ritorna in avanti. Alcuni tennisti partono direttamente da dietro, unificando di fatto i due momenti, il caricamento e la spinta verso l’alto.

In sede di allenamento curo in maniera sistematica le “spinte”. Per diverse ragioni in partita non e’ sempre possibile concentrarsi su di esse, eseguendole al meglio. Per questo e’ importante che in allenamento si lavori in modo da “pulirle” il piu’ possibile.

SPALLA “RETROATTIVA” E TORSIONE DEL BUSTO di Riccardo Piatti

Nel tennis professionistico dei nostri giorni avere una spalla molto “retroattiva” è una componente fondamentale per un servizio in grado di fare la differenza. Il movimento di torsione del busto e la retroazione della spalla è una dote naturale, ma anche un aspetto allenabile fin da quando si è giovani. Generalmente a livello giovanile si utilizza poco il servizio come colpo da punto e molto spesso è una semplice rimessa in gioco. Nel costruire il servizio di un giovane tennista questo è uno degli aspetti fondamentali da curare. Si tratta di un movimento molto ampio, che riguarda il braccio, la spalla e il busto, e ricorda molto quello del lancio del giavellotto. Una volta effettuata la torsione all’indietro, che è la prima fase del movimento, sono due le cose da fare: bisogna colpire la palla nel punto più alto possibile e rimanere in equilibrio al momento della battuta, senza sbilanciarsi. La corretta combinazione di questi due movimenti rende efficace tutto il servizio. Sampras è l’esempio più limpido di cosa significhi avere una spalla “retroattiva”: questa sua dote naturale gli permetteva di avere un gioco di servizio fuori dal comune, che unito all’intelligenza tattica lo ha portato ad ottenere risultati straordinari. Il primo a lavorare su questo movimento era stato John McEnroe all’inizio degli anni ’80: faceva partire il movimento di servizio da un’evidente torsione del busto e della spalla. Attualmente un tennista dotato di un’ottima spalla è senza dubbio Federer, recente dominatore dei tornei del Grande Slam.

IL SERVIZIO NEL TENNIS PROFESSIONISTICO di Ivan Ljubicic

Nel tennis di oggi i colpi “primari”, come il servizio, sono diventati sempre piu’ importanti. Dieci anni fa i giocatori in grado di servire a 200 km/h e di mettere a terra 15 ace a partita non erano nemmeno una decina. Adesso tra i primi cento del mondo ce ne saranno almeno 40 capaci di farlo. Il servizio e’ senz’altro il colpo piu’ migliorato negli ultimi venti anni a livello professionistico. Anche perche’ si tratta di un fondamentale che potenzialmente tutti possono sviluppare, dato che lo si puo’ allenare indipendentemente dal colpo di un avversario. Personalmente possiedo una certa facilita’ di battuta e ho un movimento ampio della spalla. Il problema e’ il lavoro del pettorale, che si sviluppa molto di piu’ rispetto ai muscoli posteriori: la conseguenza e’ lo spostamento in avanti della spalla. Dopo cinque, sei mesi di intensa attivita’ agonistica la spalla comincia a muoversi in avanti, cambiando la sua naturale posizione. Questo tipo di problema spesso viene affrontato anche con l’operazione, che non sempre pero’ risolve la questione. L’unico modo per limitare questo effetto, e’ quello di sviluppare i muscoli posteriori. Non servono sedute esagerate, con grandi pesi: sono sufficienti pesi “normali”, in modo da potenziare quei muscoli che solitamente non vengono impiegati appieno, in modo da “bilanciare” la massa muscolare.

IL SERVIZIO: IMPLICAZIONI TECNICHE E MUSCOLARI di Ivan Ljubicic

Il servizio è molto importante per me, ed è uno dei miei colpi migliori. Per un atleta professionista allenare il servizio è importante, ma non bisogna nemmeno esagerare nell’allenarlo, perché si rischia di perdere quella componente basata sull’istinto, che fa la differenza in partita. E’ un po’ come il rigore per un calciatore: il buon esito del tiro dipende molto dalla fantasia e dall’istinto, oltrechè dall’allenamento. Le possibilità di battuta sono moltissime: servizi slice, kick, piatto, combinati a loro volta con tutti i tipi di rotazioni: è difficile allenarle tutte, per farlo bisognerebbe prepararsi solo su questo per tutto il giorno. Quello del servizio non è solo un problema tecnico, ma anche fisico. Il movimento di battuta richiede uno sforzo muscolare notevole, per questo è un gesto di cui non abusare in allenamento. Non si può forzare oltremodo, specie se arrivi a servire una palla a 232 km/h, come mi è capitato qualche settimana fa ad Indianapolis. Anche allenarsi troppo durante l’inverno può rivelarsi controproducente nel pieno della stagione agonistica, perché si rischia di doversi fermare. Mediamente in una seduta di allenamento effettuo tra i 60 e i 70 servizi.

SERVIZIO SULL’ERBA: IL GIOCO “SERVE AND VOLLEY” di Ivan Ljubicic

Sull’erba si cura soprattutto il gioco di “serve and volley”. Sempre meno tennisti si affidano a questo tipo di gioco, anche perche’ va esercitato molto in allenamento, per poi poterlo applicare in partita con una certa continuita’ ed efficacia. Il servizio e’ la prima parte di questo gioco molto complesso: e’ necessario prestare anche una grande cura alla successiva fase di risposta, in cui bisogna essere in grado di coprire il campo e difenderlo dai passanti degli avversari.

 

Progetto tennis player, allenamento su servizio e risposta

Prosegue anche questa settimana la pubblicazione di articoli che riguardano il tennis. Oggi ci soffermiamo su un interessante articolo dibattuto al Simposio internazionale di Milano nel Novembre del 2005 riguardante il servizio e la risposta, buona lettura

L’articolo vuole essere uno spunto di riflessione su vari argomenti che riguardano lo sport ed i giovani in generale, ma che non rispecchia, necessariamente, il pensiero dello Staff Dell’Accademia Tennis Apuano.

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L’ALLENAMENTO AL SERVIZIO E ALLA RISPOSTA

CON NUMEROSI SPUNTI DAL

7. SIMPOSIO INTERNAZIONALE DI MILANO

(19-20 NOVEMBRE 05)

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Una realizzazione di Ace


1. LE QUESTIONI TECNICHE RELATIVE A SERVIZIO E RISPOSTA

a) Servizio

Preparazione mentale

Attitudine positiva prima di andare a servire e nei 25 secondi tra un punto e l’altro sviluppare un rituale (recupero, impostazione punto successivo, presa di decisione, monitoraggio stato attivazione – saltelli – respirazione diaframmatica ed esecuzione del servizio).

Impugnatura
Continental per tutti i tipi di servizio
Eastern diritto per servizio piatto
Eastern rovescio per kick e slice

Postura
Lancio della palla rilassato (tenere la palla come un bicchiere)

Braccio di lancio deve rimanere alto e piede anteriore resta fermo
Creare tensione muscolare mediante:
- rotazione spalle + fianchi entrano per primi nel campo + piegamento ginocchia

Fase d’impatto
Accelerazione sciolta verso il punto d’impatto (che dipende dall’impugnatura e dal

tipo di servizio).
Tenere il mento alto, per non abbassare la linea delle spalle.

Espirare e rilassare il braccio racchetta.

Uscita dal servizio

Subito pronti per giocare una terza palla offensiva (spostamento laterale e split-

step), già prima che l’avversario impatti la risposta.

b) Risposta

Preparazione mentale

Relax e focus sul punto d’impatto del battitore.

Programmare in anticipo:
- direzione (incrociato, centrale, lungolinea)

- rotazione e tipo (slice, top, bloccato, swing)

Postura

Rilassata, senza piegarsi troppo in avanti, c’è il rischio di perdere l’equilibrio e di non          lasciar lo spazio per far scorrer la racchetta. Poi creare una tensione muscolare con:
- split-step: non troppo largo e non saltare troppo in alto
- rotazione busto
- forza nelle gambe
- tenere l’equilibrio anche in situazioni di contatto col corpo allungato

Fase d’impatto

Breve rotazione e a seconda dei casi:

- risposta bloccata senza accompagnamento
- risposta swing con finale lungo

2. LE QUESTIONI TATTICHE RELATIVE A SERVIZIO E RISPOSTA

Ad alti livelli l’80% dei punti viene determinato da come si serve e come si risponde.

a) Tattica per il servizio

Fattori d’importanza:

1) alta percentuale di riuscita, unita ad una buona velocità
2) variare angoli

3) variare rotazioni
4) difficoltà lettura
5) serve & volley

1) I migliori non tirano solo forte ma hanno un’alta percentuale di riuscita.

2) e 3) Servire ad uscire (slice o kick) è il metodo più efficace per aprirsi il campo, specie contro chi risponde lontano dalla rete e anche se il servizio dovesse finire sul servizio dell’avversario.
Il servizio piatto al centro può essere più facile da imparare e riduce gli angoli per la risposta. È particolarmente efficace contro chi risponde dentro il campo e col rovescio a una mano.

4) Nasce da un movimento veloce, dal non variare lancio e postura tra i vari servizi e dal colpire la palla mentre sale o al punto morto.

5) Per giocare serve & volley occorre saper dominare il net, arrivando a colpire la volée sempre più vicino alla rete, senza preoccuparsi di correre il rischio di subire il lob. ma può funzionare anche quando:
- l’avversario non risponde d’anticipo
- sui campi veloci o col vento a favore
- in una situazione favorevole di punteggio (tranquillità)
- soprattutto come fattore sorpresa: in questi casi funziona molto bene il kick sul

rovescio avversario, per arrivare a giocare una volée alta nel campo libero

Schemi vincenti al servizio:
- ace
- terza palla vincente: in genere spostandosi lateralmente sul diritto già prima che

l’avversario tocchi palla e tirare un winner o in alternativa una smorzata.
- attacco dopo un lungo scambio: tenere l’iniziativa senza perdere campo.

b) Tattica per la risposta

Decidere in anticipo come e dove giocarla.
Due tipi di risposte efficaci:

- preparatoria: lunga, per costringere l’avversario sulla difensiva

- vincente: d’anticipo, in particolare sulla seconda palla

Contro chi gioca serve & volley rispondere nei piedi, in crociato stretto o, meglio ancora, lungolinea per aprirsi il campo. in ogni caso variare la risposta (angoli, rotazioni e velocità), per non far prendere il timing sulla volée.

Contro chi serve ad uscire, entrare nel campo e muoversi diagonalmente.

3. L’ESPLOSIVITÀ NEL SERVIZIO (FISICO), dalla relazione di G.Bisciotti

Per esprimere la massima forza occorre artificialmente sincronizzare le fibre, dato che le cellule di Radshow tendono ad evitare la sincronizzazione.

Come si fa? Affaticando le fibre e risvegliando la fibra veloce, che è costosa e il nostro organismo tende a risparmiare, essendo programmato per la conservazione.

Ecco una serie nella pratica:

a) carichi all’80% del carico massimale, a velocità esecutiva bassa. Esempi:
- 3-4 ripetizioni col bilanciere
- 3-4 pull over con manubrio (per riprodurre meglio il gesto del servizio)

subito seguiti da:

b) carichi al 40% del carico massimale, a velocità esecutiva alta. Esempi:
- 5-6 pull over con manubrio
- 5-6 ripetizioni col bilanciere
- palla medica

subito seguiti da:

c) 4 ripetizioni del gesto tecnico, esplosivo e mirato.

Tempo di recupero tra le serie: 3-5 minuti
Numero totale di serie: da 3 a 5

Muscoli impiegati nel servizio:
- quadricipite femorale
- tricipite surale
- obliqui
- retto addominale
- estensori del dorso
- tricipite
- cuffia rotatori
- flessori del polso

Per gli junior: a livello propedeutico, già a circa 12 anni va bene che il ragazzo si familiarizzi con i concetti di serie, carichi massimi e leggeri e corretta esecuzione.

4. L’ALLENAMENTO MENTALE SUI BIG POINT, dalla relazione di Cesare Sciarra

Quali sono i big point?

- primo 15 di ogni game
- palla game/palla break
- 30-30 o deuce
- primi punti secondo set/terzo set
- punti in una fase di crisi

Come avviene il braccino?

Per via della co-contrazione i muscoli antagonisti si contraggono in vista del pericolo, come correre a 60 metri d’altezza su una pedana larga 80 centimetri.
Viene messa in discussione la sicurezza.

Come giocare i punti importanti?

Fare la cosa più semplice e che generalmente garantisca il miglior risultato, per diminuire i dubbi ed elevare l’innervazione reciproca del muscolo.

Come ci si allena sul campo?

La sessione di allenamento viene subito connotata come mentale, cioè l’allievo quel giorno non deve pensare alla tecnica del colpo (tipo velocità di uscita della testa della racchetta, posizione piedi, rotazione spalle, ecc.), ma focalizzarsi sul colpire con energia tenendo alta l’intensità per almeno 10 minuti in ogni situazione proposta.

Situazioni/drill mentali proposti sul campo

- nel palleggio contare il numero di scambi in un minuto, oppure in quanto tempo
si raggiungono 50 scambi (gli errori non valgono). Poi ripetere e migliorare;

-  giocare mini-match da metà campo ai due punti su cinque set, dove entrambi sono obbligati a colpire solo in back (slice), senza le volée. Giocare semplice paga;

- giocare su tutto il campo da 30-30 (40-40 = punto secco) su cinque set, col servizio.
La seconda di servizio ad alti livelli non deve scendere sotto i 160 km/h;
- colpire 100 seconde palle a distanza di massimo 8 secondi l’una dall’altra (per non perdere la memoria cinetica) e misurare la percentuale di riuscita;

- per la risposta: spesso ci si “siede” tra la prima e la seconda palla. Per restare offensivi, A serve da ¾ campo senza pause prima e seconda palla e B deve sempre rispondere offensivo

5. TUTTI I DRILLS TECNICO/TATTICI PER SERVIZIO E RISPOSTA

Servizio

- usare una rete da pallavolo da mettere tra la linea di fondo e quella di metà campo (adattare l’altezza in modo che raggiungendo il punto di max impatto si riesca a superarla). In questo modo, grazie anche al salto, si raggiunge il max allungo. Assomiglia molto al gesto del pallavolista alla battuta. Allenarsi lanciando una palla medica, o saltando da fermi cercando l’altezza massima o ancora usando lo step.

- il giocatore A lancia la palla in alto e il coach dice “1”= servizio a uscire, “2” = servizio centrale. A non deve variare né il lancio, né la postura per rendere il suo servizio invisibile fino all’ultimo;

- uscita pronta dal servizio col coach che mette subito in gioco una palla, non appena il giocatore alza la racchetta per servire;

- prima servire da uno step posizionato dietro la linea di fondo.
Poi stessa cosa ma senza step, per non variare il timing sull’altezza d’impatto.

Risposta

- 20/25 rotazioni del tronco con palla medica, per ridurre i tempi del backswing;

- serie di piegamenti sulle ginocchia per l’esplosività delle gambe;

- A serve da metà campo verso B, che si trova a ¾ campo. B tiene le ginocchia leggermente piegate e risponde offensivo;

- A serve da metà campo solo seconde palle sul rovescio di B. B si gira sul diritto e spinge la risposta;

- pensare/dire già prima dove si risponderà;

- vietato rispondere centrale, pena la perdita del punto (vedi figura sotto).

Servizio e risposta

- A può servire (delle seconde palle) solo nelle zone delimitate da coni, B può anche lui rispondere solo in determinate aree (in genere lungolinea e/o cross stretto). Match a chi fa più punti: + 2 se la palla è “in”, – 1 se è fuori dalla zona (vedi figura).

 

fonte articolo: www.tennis-ticino.ch